Deva Giclee on Canvas Michael Parkes

Immagine di Michael Parkes

Il nostro pianeta è solcato da una rete che connette ciascuno dei suo centri. Ogni centro è connesso con i luoghi minori, in un viavai di informazioni e istruzioni e modelli di riferimento e di esempio. Questa rete assicura la sussistenza dell’umanità, in una sorta di struttura di protezione e di tutela delle sue necessità e desideri. Queste rete è ben lungi dall’essere robusta e molte connessioni possono saltare ed effettivamente vengono spesso a mancare. Ma la rete di cui parlo, per quanto fragile, è il vero spazio dell’umanità.

Due sono le minacce che solcano i meandri di questa rete: la sottrazione di verità e l’addizione di menzogna. Non parlo delle bugie di cui è costellata una qualunque conversazione, utilissime come metafore del tutto provvisorie e sotto le quali si cela sempre l’inesprimibile, il quale per definizione deve assumere forme improprie per poter circolare e quindi respirare e quindi sopravvivere. Non parlo nemmeno delle inevitabili psicosi della difficoltà del vivere, con le quali sole si riesce a far fronte all’inafferrabilità della vita.

La sottrazione di verità è il servizio segreto, quello che rende preziosa l’informazione riservata. Aldilà del bene primario della speculazione finanziaria cioè il carburante energetico, il traffico segreto è la maggior fonte di reddito, la moneta più sonante e certamente la miglior valuta di scambio sul mercato mondano. Ogni cospirazione occulta, ogni complotto che miri alla dissoluzione politica ed economica sulla superficie del pianeta appartiene a questa, che è quasi una categoria dello spirito, maligna, certamente.

L’addizione di menzogna è invece il fattore di caos indispensabile per impedire la circolazione di ogni singolo atto evidente, di qualunque stato dell’arte in atto, di ogni singola luce pronta ad essere riflessa in ogni angolo. L’addizione di menzogna è l’atto di corruzione creativa principale. Il frutto della poesia inversa, quella che muta l’armonia umana in demente avversione, in sopraffazione e abuso, il soggetto finale della distruzione. Ogni volta che l’essere umano creativo cede alla blandizie del lusso, inclina pericolosamente all’addizione della menzogna.

Dal canto nostro vigiliamo su due aspetti della difesa interiore dalle insidie del mondo perverso: la protezione del candore, dell’incanto, dell’innocenza e la strenua resistenza all’ingenuità, al disincanto e alla corruzione. Non penso neanche a qualunque disposizione criminale, quella in cui si presume che il mondo ci sia debitore, mi limito alle inclinazioni più facili da avversare e contrastare. Se il cinismo, la tentazione più forte per quanto mi riguarda, ha un prezzo troppo alto, di sicuro la stupidità dell’ottimismo ne ha uno ancora più alto.