MP-TheSleepingMermaid

Ogni esperienza creativa è un’esperienza reale. Nella realtà ogni esperienza è creativa. Nascere, sviluppare, crescere sono fenomeni profondamente legati alla realtà, tanto che si può dire che in assenza di questi fenomeni siamo fuori dalla realtà. Ma ancora di più: la sola fonte di energia è la realtà, fuori dalla realtà ci sono solo dispendi, perdite di energia. Nondimeno, solo una piccola parte dell’esistenza umana, nel tempo e nello spazio, si svolge nella realtà.

Il momento creativo è simultaneamente motore ed esito dell’esistenza umana. Compito dell’artista, dell’essere umano in buona fede, è estendere questo momento, nello spazio e nel tempo, al fine di servire l’umanità procurandole un maggiore ventaglio di possibilità creativa. Se lo scopo di qualunque manifestazione artistica è la buona salute di coloro che vanno a popolarla, possiamo facilmente intendere che qualunque alternativa, qualunque luogo che non contribuisca a questa salute, sia al di fuori della stessa esperienza.

Ci troviamo quindi di fronte ad una spazio pericoloso ed insano. Lo spazio alternativo alla esperienza artistica positiva, luogo di igiene e cura dell’essenza umana, è dunque un luogo totalmente differente? Certo. Altrettanto certamente le apparenze ingannano, in quanto molto probabilmente questo spazio alternativo è sinistramente simile allo spazio di cui ci nutriamo, lo spazio dell’esperienza creativa. Muta però l’esito e quindi almeno la polarità del motore, la sottrazione di energia tipica dell’alternativa si impoverisce, ci soffoca, ci diminuisce, infine ci toglie ogni risorsa umana.

Questo luogo sinistro, spaventosamente simile al luogo dell’esperienza creativa, artistica, metafisica, è il luogo in cui l’umanità svanisce, eppure può essere difficile distinguere tra i due. Le premesse, le promesse, le intenzioni e il linguaggio possono somigliarsi spaventosamente. I colori e i suoni possono sembrare generati dalla stessa coincidenza naturale, dallo stesso strumento culturale, possono sembrare voluti, progettati e generati dalla stessa mano. Eppure essi determinano due opposti.

La competenza creativa è costellata di trappole. Ogni eccessiva indulgenza egotistica, ogni avidità, ogni vanità, anziché deviare soltanto dalla normale procedura la invertono, finendo a procurare l’opposto, il contrario, il meno auspicato, desiderato e progettato. La cattiva poesia sembra nondimeno poesia, la cattiva composizione di elementi, la realizzazione e la distribuzione, la pubblicazione di questa antimateria creativa toglie l’aria all’umanità, ne sporca l’acqua, ne intossica il cibo. Dobbiamo immaginare una poesia migliore, più igienica e ferma, più salubre.