Per l’intellettuale, la solitudine più scrupolosa è la sola forma con cui può conservare un’ombra di solidarietà. Ogni collaborazione, ogni umanità di rapporti e di partecipazione non è che una maschera per la tacita accettazione dell’inumano. Non si deve simpatizzare con gli altri che nella sofferenza: il più piccolo passo verso le loro gioie è un passo verso l’indurimento della sofferenza.

Theodor Adorno, “Minima Moralia”

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La letteratura consiste di missive. Le stesse vengono spedite dopo essere state immaginate, scritte, corrette, sigillate, affrancate, imbucate con precisione e determinazione. Viaggiano nel tempo, codeste lettere, oltre che nello spazio, rischiando di perdersi, di stropicciarsi, di bruciare nel vento distrattamente. Esse rappresentano ora l’azzardo universale in quanto fragili, vulnerabili, leggere e volatili. Ma, come sappiamo, il mondo esiste solo se la posta viene regolarmente consegnata.

Comincia ora la responsabilità del lettore, finora latente. Egli accetta il leggero plico, firma la ricevuta assolvendo la compagnia dai suoi obblighi, assume il carico che gli compete. Trova spazio sul tavolo e nella sua visione per l’affermazione acquisita, se ne fa una ragione. La esamina, ne considera gli orli e gli interstizi, si fa una idea della portanza contenuta fra le righe, oltre che nel corpo del carattere, oltre che nella punteggiatura e nello stilema ortografico. Ne corrobora, insomma, la dignità.

La letteratura è quindi, necessariamente, una conversazione. La realtà interiore della missiva si realizza sono quando il lettore ne accetta l’evidenza certificandone, oltre che l’attualità, pure il contenuto energetico: una sorta di vitalità erotica, impulsiva, creativa forse. Come l’intelligenza che non riguarda tanto gli attori personali quanto le relazioni che fra questi attori si innescano, così la letteratura prende avvio, forma, forse perfino direzione e destinazione, diviene veicolo di umanità, se e quando tale corrispondenza ha luogo.

La conversazione umana è perciò il punto che ci interessa: la comunione di intenti, i pilastri su cui si poggia questa direzione comune, i mezzi di locomozione di cui questo impianto dispone. Siano essi gli edifici, il cibo, gli abiti, quindi il mercato, l’economia, chè ogni politica è economica. Essa darà luogo ad una filosofia discorsiva, fluida e dialogica, oppure non sarà. Nessuna esistenza antropologica è attuale quando è privata di questa conversazione. Scriviamo perchè leggiamo, leggiamo soltanto per prender parte alla conversazione.