La malinconia è la coscienza di aver fatto dell’estraneazione il proprio mondo e la nostalgia di una realtà che non si può possedere altrimenti che rendendola irreale.

Giorgio Agamben

trey-ratcliff-long-scary-room

Qualunque tesi, prima dell’antitesi, prima della dimostrazione, ha bisogno di una relazione. Essa prende forma grazie all’intelligenza locale, attraverso la quale la struttura ipotetica trova nessi logici, consenso, comunione d’intenti. Tale relazione è realizzata da una intelligenza mobile, agile e svelta, l’unica capace di svincolarsi dall’eccesso di convenzioni e di precedenti. Una tesi degna di questa condizione, per definizione, deve essere innovativa.

Una vera tesi innovativa si svolge lontano dalle necessità del mercato, dalle imposizioni trite, dagli usi accademici. Per assioma: una tesi innovativa si pone in contrasto con il consenso diffuso, ne modifica l’assetto, la solidità, ne mina l’accettabilità. Quindi: una tesi innovativa necessita di un consenso nuovo, più piccolo ma più mobile, più intelligente. Una tesi innovativa ha bisogno di corroborazione solida, perché crea un disconforto importante.

Non esiste una tesi intelligente fino a che essa non venga condivisa. Una tesi è solo un azzardo, un lancio dal ponte, finché essa non venga distribuita in un circolo, sottoposta ad un certo numero di antitesi, sostenuta in pubblico, svuotata dal superfluo, semplificata, ridotta a strumento di esplorazione ulteriore. Una tesi è un sussurro nel buio, la corroborazione è l’intelligenza che si prende cura di sé stessa.

Non ci importano ora i corollari della nostra tesi, nemmeno possiamo pensare alle ripercussioni che essa genererà, per quanto dobbiamo assumercene, al buio, tutte le responsabilità. Ci interessano i limiti della tesi stessa, quelli che contengono il suo fuoco, il suo intrepido bagliore, attorno al quale ci raccogliamo. Il circolo immaginario che formiamo per un istante considera la sua tesi come il mondo intero, per tutto il tempo che è necessario per scrivere, attraverso una tesi condivisa, un manifesto.