Il mistero più grande è la nostra fede nel domani. Chiarisco: nell’esistenza di una dimensione diversa in cui siamo più reali ci credo anche io, credo che abbiamo accesso a mondi paralleli, orizzonti luminosi, corpi splendenti, ma non ho mai visto nessun domani. Sapete cosa? Oggi mi sono svegliato di nuovo nello stesso oggi, in un mondo completamente nuovo, certo, ma di nuovo oggi. Se metto insieme una idea qualunque sul domani mi ritrovo pieno di paura e di strane speranze, carico di attese e pretese. Non trovo affatto che domani sia migliore, nè tantomeno peggiore.

Eppure molti dei passi raccomandati, nella struttura sociale, sono volti a questo domani misterioso. Oggi fatica, domani ricompensa. In realtà mi piace questa idea che ho diritto ad ulteriori ricompense, è solo che non riesco a crederci. Per me oggi è fatica, la ricompensa è istantanea: la realtà diventa malleabile, mutevole, carica di oggetti nascosti, potenziali, inauditi. Oggi la mia ricompensa è perfetta, chissà se arriverebbe a domani senza marcire. Mai stato capace di conservare nulla io, sarei preoccupato per la mia dispensa, per i miei magazzini.

Pure, le cose cambiano. Ciò che era prezioso si dissolve appena mi distraggo, perciò per conservare ciò che amo non dormo più. Ma non vedo mai nessun domani. Non c’è tecnologia che me ne procuri uno, chè nulla funziona mai. La mia memoria personale ha una scadenza, mentre ricapitolo la giornata prima di dormire: guardo attentamente i punti pivotali, quelli che mi indicano le caratteristiche della personalità indossata, so che li ritroverò al risveglio, non devo cambiare veicolo ad ogni fermata, se posso, quando posso.