You may start by doing nothing,
then, maybe, you can do something

L’azione contemplativa è nondimeno tale: un’azione. Immaginiamo di essere in una condizione in cui ogni immagine è riportata, ristrutturata, interpretata. Immaginiamo una tensione verso l’apprendimento della capacità di vedere con i propri occhi, l’autopsia. La pratica da considerare include una nuova capacità di visione, fondata sull’esercizio della spregiudicatezza, dell’azzeramento della nozione storica inventata.

L’economia dell’azione comincia con l’abolizione dello spreco. Se è facile intuire lo spreco fisico, dobbiamo investigare pure lo spreco intellettuale, ed emotivo, che già sappiamo produca emorragie colossali. E’ difficile vivere sottomessi all’emorragia, non è affatto normale compensare il continuo deficit con nuove acquisizioni. E’ probabilmente necessario contenere meglio la straordinaria dotazione compresa in ciò che già possediamo.

La nostra percezione del tempo è regolata sul respiro. Non possiamo nemmeno tentare di controllarla, ma possiamo accettare il fatto. La vita è troppo corta, godiamocela meglio. Il senso della nostra propria presenza nel luogo stesso in cui veniamo a trovarci contiene il germe dell’inevitabile. Ogni azione completa suggerisce in sè la totale attenzione alla natura fatale. Posso disporre gli elementi: ogni conclusione, per quanto mi riguarda, è ancora aperta.