L’apprendistato di mestiere è il fondamento di qualunque educazione. Tale condizione determina un contesto, un ambiente psichico salutare e vitalizzante, procura motivi e direzioni, qualunque giovane di belle speranze ha solo bisogno di questo. Dico mestiere con tutta la miglior buona fede, chè non voglio usare categorie fuorvianti come creatività e personalità, oggetti fuori luogo nel mio panorama. Mestiere è ciò che soddisfa tre necessità: guadagnarsi da vivere, imparare e divertirsi: due sono accettabili per un momento, una sola non lo è mai.

Una buona educazione porta ad entrare nell’arte, la pratica della quale è necessaria per la costruzione del mondo. La pratica dell’arte è un processo attraverso il quale la nostra direzione diviene attuale, cioè sana e solida. Scopo dell’arte è l’esperienza, scopo dell’esperienza è l’intelligenza: aspiriamo ad una pratica innamorata ed estatica, attraverso l’amore per gli oggetti materiali. Aspiriamo al controllo per giungere alla totale sospensione del controllo, miriamo alla maestria per lasciar entrare il genio locale, che ci istruirà e ci formerà.

Scopo della vita è la mutazione, la transustanziazione dell’essere, attraverso un doloroso cambiamento che deve essere umanamente sopportato. Per questo sono necessari strumenti di sublimazione, di trasformazione dell’attrito in energia, senza sprechi e senza distrazioni. Le illusioni personali stanno tutte nella attesa di un potere che non possiamo avere, le delusioni tutte nello spreco del potere che abbiamo. L’arte vitale può disciplinare il progresso dell’apprendista, come quello del maestro, attraverso una umanità fatta di ignoranza e stupidità che sono inevitabili e mai accettabili.

Ambiente ideale dell’artista esperto e intelligente è un mondo polverizzato come il nostro. Dalla terra e dall’acqua, dal legno e dal metallo si forma un mondo nuovo ogni giorno, attraverso la sola mano degli artisti. Decoro e dignità civilizzate sono fuori luogo nell’orizzonte di un artista intelligente, connesso con l’ambiente e con i suoi simili. Operare in silenzio, senza firma, è la sua ambizione. Privo di riconoscimento e di gratitudini compie la sua opera ricreativa al buio, illuminato di grazia e bellezza che non sono del mondo, e nel mondo devono essere portate.