Time for the common people to share the knowledge. Time to realize a world wide intelligence, an intercommunicating knowledge which is dense with information, insights, even wisdom. But what if the knowledge is a hoax? What if it spread anywhere like foot and mouth disease, like any of these large scale pandemics periodically emerging on the press? We all know language is a virus, it shape any mind it may contacts. What is that make the difference, what can be the factor of a real mind bending experience, instead of a uncertified word of mouth? Any knowledge is real if it provide energy, yet, we need an energy which has to be useful on a daily basis.

Ogni pandemia (ne avete osservato gli effetti sulle persone? Da vicino, voglio dire) è soprattutto sapere condiviso. Informazioni certificate pochissimo ed ampiamente manipolate, ad uso e consumo dapprima occulto, poi via via sempre più manifesto e noto: condiviso, come si dice. Ognuna delle pandemie annunciate è dissolta in un pulviscolo mediatico vago ed indistinto: quali le conseguenze sulla psiche? Quali le risonanze emotive? Un vago, incontenibile terrore che si insinua, a determinare consapevolezze fondate sulle voci, su allusioni ad una realtà sfuggente e deleteria. Se ogni sapere fosse soggetto alle stesse manipolazioni?

Noto a volte, negli uffici stampa, la stessa disinformata insolenza, la stessa spettacolare indifferenza per un sapere fondato e completamente praticabile, in favore di notizie provvisorie, tentative, che pure non mancano di affondare gli artigli in una consapevolezza collettiva e risonante. Maggiore l’ignoranza dello sprovveduto cronista, che conosce solo le poche lingue semplificate dei comunicati, maggiore la sua disponibilità, falsamente qualificata, alla stesura di notizie roboanti, spacciabili per autentico sapere preventivo, ai fini della previsione, dico, del futuro.

Il sapere di cui abbiamo bisogno, il contributo necessario ad una saggezza locale imprescindibile dallo stato dell’intera Umanità, è un sapere praticabile. Sono i nostri gesti che devono essere informati, parole o fatti che siano. L’informazione che riceviamo deve essere presa come tale, come un impulso attraente ed eccitante che deve essere completamente verificato, indagato, messo alla prova durissima del contesto che davvero conosciamo: l’insieme dei gesti, i soli di cui siamo responsabili, che compiamo ogni giorno con il nostro corpo, con la nostra mente, con il nostro cuore. Sapere è credere, solo gli sciocchi credono a quello che non hanno mai visto, toccato, sofferto e goduto.