Il tuo presente è irrimediabilmente invecchiato perché era un falso presente.
Minnie Minoprio

Mai sentita la giovinezza, io, come un valore. La maturità piuttosto, e la stabilità di sentimento. Mai amato il fuoco delle estati giovanili, mai considerata l’intransigenza come una dote, la mobilità ideologica o la versatilità fisica come vanti da esibire. Piuttosto il silenzio, l’immobilità e la chiara visione sintetica, punti da raggiungere prima possibile, prima della decadenza fisica, prima di temere troppo la morte. La rarefazione della cima montana opposta alla superficie di un mare troppo agitato.

Tutta questa storia del sesso come perno dell’esistenza poi, l’eccesso di tensione sempre in cerca di un rilascio inottenibile altrimenti. La mancanza di una educazione decente muta la giovane età in una adolescenza eterna, carica di crisi di espansione e dolori da innamoramento frustrato. Tutto questo non mi ha mai interessato tanto, per quanto non sia mai stata troppa la pressione altrui, chè nessuno mi ha mai visto troppo giovane.

Nel bel mezzo di questa mia età matura, infatti, la mia condizione è incommensurabilmente più lieve e abbandonata. Più sciolti i miei muscoli, più morbida la linea della mia schiena, meno contratti i miei pensieri, meno soggetti all’osservazione altrui. Fosse possibile incoraggerei i miei coetanei ad una gioia maggiore, pure se sono consapevole dell’inversa, percepita sofferenza. Questa vita scivola via, e per molte cose è troppo tardi, tanto quanto per molte è troppo presto: potremmo starcene sospesi in pace per questo, invece di pensare al futuro o al passato.

Probabilmente tutti noi occidentali siamo stati incapaci di una vera giovinezza, quella in cui è accettabile essere spazzati dalla macchina naturale che stabilisce chi abbia il dovere di sopravvivere alla ruvidità del mondo. Non siamo stati esposti ai rigori fisiologici che la visione autentica del mondo genera: non abbiamo l’esperienza della fame e della fatica, ma solo della noia e del rifiuto. Probabilmente non abbiamo nessuna vera esperienza, solo una serie limitata di congetture su quel che il mondo dovrebbe essere secondo noi.