La vita autenticamente umana non ha proprio nulla di grossolano. L’esistenza è definita nella sua qualità umana naturale proprio da una precisione finissima, da una leggerezza celeste, da una lirica cantabilità. La qualificazione alla vita umana si realizza attraverso la pratica quotidiana di atti di qualità. Grossolana è una esistenza solo potenzialmente umana, attraverso la quale si giunge, in un tempo variabile, ad un acume architetturale che muta ogni regola, ed ogni condizione data. La qualità muta la realtà.

Non è una questione gerarchica. La preparazione di incantevoli manicaretti non è superiore alla raccolta delle briciole dalla tovaglia a fine pasto, a parità di esecuzione superba di ciascuno dei due atti. Altrettanto ovvio è che colui che si trovi nella condizione di poter eseguire la raccolta delle briciole e solo quella in maniera superba, desideri indicazioni da chi è in grado di preparare incantevoli manicaretti in modo ugualmente superbo. Sua scelta e responsabilità seguire queste indicazioni. Suo l’obbligo di subirne le conseguenze.

Il punto è sempre la finezza della precisione dell’atto. Nulla a che vedere qui con considerazioni quantitative: non solo un piccolo atto di qualità è rilevatissimo, esso è identico ad un grande atto di qualità nella sua portanza e conseguenza. Un piccolo atto di qualità cambia l’intera economia ambientale, rendendo luminoso e rilevante ogni movimento conseguente ad esso. L’economia ambientale ne viene scossa, ripulita, illuminata. Un atto di qualità cambia il mondo, senza riguardo per la sua dimensione.

La composizione di un piccolo atto di qualità o di un atto dimensionalmente più rilevante, e di pari qualità, sono generati da un contatto autentico con l’ambiente, nel quale si fa entrare una luce completamente rinnovata. E’ questo contatto definitivo con l’ambiente di riferimento che rende possibile la qualità dell’atto. Naturalmente un ambiente rischiarato renderà più probabile, e perfino più facile, un nuovo atto di qualità.

Un atto è più rilevante di un altro, ugualmente, in senso economico. Un atto di qualità è definito dalla sua efficenza, oltre che dalla sua efficacia, e oseremo chiamare la prima eleganza, se non bellezza. Un atto efficiente è compiuto con il minimo sforzo, uno sforzo senza sforzo, diremo. Un atto efficace esaurisce il suo ciclo: lo completa, oltre che finirlo e concluderlo, rendendo possibile l’inizio di un nuovo ciclo.