Emerge, ciclicamente, il sentimento più profondo e latente della politica europea: quello superstizioso e pseudosimbolico, di natura teatrale e letteraria, ovviamente in senso deteriore, quello che sposta ogni direzione verso una convenzionale destra. E’ un movimento verso la sospensione dei diritti umani e verso una gerarchia di sopruso, di sopraffazione, in effetti. Ci si chiede quale possa essere il consenso popolare.

La vera destra è monarchica e teocratica; vuole l’autorità, preferibilmente di diritto divino, crede nelle elites. Una concezione che potrebbe avere molti punti in suo favore se non fosse per la sua propensione alla demagogia, con il fascismo come estrema efflorescenza. E’ questa demagogia, apparentemente popolare ma in realtà populistica, che, periodicamente, fa presa.

Il prezzo da pagare è l’abbandono della pseudodemocrazia, organizzazione impraticabile e soltanto ideale. La struttura parlamentare, bicamerale e costituzionale è sostituita ora dal consenso televisivo, dalla convenzione del gioco a premi, che agevolmente potrebbe sostituire le elezioni a suffragio universale, i referendum e pure i congressi e le adunanze. Prezzo che sembra irrisorio, ad un’occhiata superficiale.

La spinta progressiva, peraltro, verso il sole dell’avvenire oppure le sorti magnifiche dell’umanità, è totalmente esaurita. Ogni ipotesi comunista, liberale o financo capitalista in senso moderato è fallita, dando così luogo ad un turbocapitalismo di tipo corporativo o almeno consortile che sembra essere accettabile per la comunità degli investitori, dei consumatori, dei risparmiatori schiacciati da una evidente inferiorità ideologica.

Fin qui, dalla nostra privilegiata terrazza isolata e spazzata dal vento, tutta questa messa in scena è solo irrisoria. Oscilla dalla definizione di pazza folla a quella di miserabile opportunità, da quella di gregge suicida a quella di impulso subumano. Forse la scancellazione di una grande parte del genere umano dalla proiezione demografica, oggi, non avrebbe un grande effetto sul totale dell’energia umana presente su questo piano, ma ci fa tremare comunque per la tristezza.