L’esposizione al flusso informativo è la natura della nostra esistenza nel mondo. Siamo in grado di percepire e di esprimere un flusso informativo di qualità variabile, e di variabile intensità, proprio come appartenenti al genere umano, come partecipanti al gioco responsabile dell’esistenza umana.

L’informazione cui mi riferisco è intesa in senso ampio: ogni forza, influsso, onda o particella che ci informi, cioè determini la nostra forma mentale o fisica, la strutturi e la diriga, sia nelle nostre consapevoli prese di responsabilità che nel nostro incosciente galleggiare in un universo incomprensibile ed alieno.

La connessione fra la realtà e la nostra speciale mente si svolge attraverso questo flusso informativo, che determina qualunque cosa crediamo di essere, ma anche ciò che saremo presto. Essa si afferma in codice, che apprendiamo a leggere più o meno bene, con una competenza di valore più o meno preciso.

Perciò il consenso male informato vale come la discussione male informata, vana ed irrilevante. Essere male informati è costosissimo e letale, per qualunque umanità, le conseguenze dell’agitazione male informata pesano sull’umanità intera e le ripercussioni di questa falsa azione non sono mai facili da sostenere.