The Blood-Colored Walls of Tomb

Non è solo bilanciato, un sistema perfetto, esso deve essere cosciente. Nell’equilibrio della laguna molti dei meccanismi sono perfettamente a punto, immobili perchè attivabili solo da gesti umani. Macchine di sogno, progettate e realizzate dai grandi maghi dell’antichità, tese da azioni umane ineffabili.

Gli uomini non conoscono le proprie responsabilità nella ricreazione del mondo, certo le dimenticano. Definiscono artistica la mistica che lo presiede, senza vedere la portata sistematica delle configurazioni algebriche, delle potentissime misure statiche che attraversano ogni giorno, dormienti colossi. Pure, ne avvertono il suono.

La città è inconsapevole, inerte, quanto i suoi abitanti. Vivere all’interno di un colossale dispositivo metafisico ci rende responsabili del suo corretto funzionamento, della giusta esecuzione di una funzione cosmica e non solo planetaria. Come nell’iniziazione di Tintoretto: dobbiamo inchinarci alla volontà più alta.

E pure non sono le informazioni ad essere difettose. Edifici, rappresentazioni, figure e ornati sono le istruzioni per l’uso della scienza quanto della coscienza. Scolpiti in una roccia durevole per quanto finita, modellati in sfingi e grifoni, cantano la gloria dell’umanità consapevole e gioiosa, ferma nella propria nozione di sè stessa.