If we really love them, it doesn’t matter;
If we don’t really love them, it doesn’t matter. RF

L’esperienza è tale se è vera, vera se trasparente, trasparente se lascia sempre intravedere un principio. L’esperienza ha una sua qualità intrinseca, che va presa a dosi opportune. Se è vero che ci sono esperienze elementari, medie, universali è altrettanto vero che tutte conducono ad un principio che per definizione è universale.

Le esperienze sono comunicabili, attraverso un più o meno sofisticato apparato di mestiere, solo tra chi abbia un esperienza magari completamente differente, ma attraverso la quale si intraveda lo stesso principio. Qualunque esperienza perciò è contemporaneamente l’applicazione, la trasmissione e l’acquisizione di un principio.

Ogni esperienza per essere vissuta in modo completo deve poggiare su un piano percettivo, perciò ideale e teorico, tanto di qualità quanto semplice. Ogni teoria ideale, se non praticata nella vita quotidiana è pericolosa e possibilmente mostruosa. Non si tratta tanto di sperimentare idee arbitrarie, quanto di praticare la propria visione.

Ogni visione individuale è preziosa in quanto praticata. Pratiche comuni ci indicano visioni e modi comuni, confortevoli e consolanti. La misura del valore di una pratica comune è semplice ed immediata, il suo motivo è la realizzazione di uno scopo, perciò essa funziona, oppure no. Se non funziona va cambiata.