Home is where I want to be, but I guess i’m already there. David Byrne

Casa è il luogo in cui i sentimenti si sono formati, le relazioni addensate, i mondi costruiti. Quello domestico è un dominio a cui tutta la nostra esperienza si riconduce, in cui i racconti si depositano, formando un archivio che, esso solo, ci descrive. Casa è anche la naturale destinazione quando siamo sollevati dalle sofferenze mondane.

In una vita lunga come la mia l’idea di casa corrisponde a posti diversi. Come in una estesa catena di eventi, ciascun edificio io abbia abitato è connesso con gli altri, a costituire un ambiente intero, che io posso definire il mio mondo. Appare, in queste pacifiche sere in cui lasciamo andare l’inverno, una specie di rete dimensionale, alla quale apparteniamo.

Così, mentre ripercorro con la mente le vie attraverso le quali mi sono espresso, il sapore del vino mi è particolarmente dolce. Non sono affatto nostalgico, nè mi preoccupa il futuro, la mia è stata una vita normalissima. Però, in mancanza di una qualunque linearità mi appello alla memoria, che inevitabilmente compie ampi salti, se non tenuta a bada.

Da lontano, il pensiero di casa è sognante, mitologico. Ogni partenza vale la pena anche solo per il gusto del ritorno, del pellegrinaggio rovesciato che ogni veduta del porto di casa completa. La vita travagliata di un viaggiatore vero ha un solo scopo sufficiente a giustificarla: l’immensa verità che il luogo amato contiene è completamente apparente solo al ritorno.