Mi ha difeso dallo scandalo, dal dare in pasto
agli altri il mio potere perduto.
Infatti, Dio, io non ho mai dato l’ombra di uno scandalo.
Ero protetto dal mio possedere e dall’esperienza
del possedere, che mi rendeva, appunto,
ironico, silenzioso e infine inattaccabile come mio padre.

PPP

In un vero gruppo di lavoro, in ogni famiglia, ma pure in una coppia è sempre difficile cogliere l’origine del gesto che risuona in una responsabilità distribuita. Fallimentare cercare di identificarla, chè il gesto primo è spesso occulto. Nella distruzione dell’ambiente che quel gruppo, quella famiglia, quella coppia generava, il gesto iniziale è facilmente molto piccolo.

Non diversa la condizione di fragilissima ricreazione in cui possiamo intuire un mondo. Ogni piccola risonanza cospirativa, ogni concerto di gesti sincronizzati può portarlo alla distruzione come alla fioritura più completa. Tale e tanto è il potere degli umani intonati che battono il tempo, tanto e talmente invisibile è questo ad essi stessi, quando inconsapevoli.

Le responsabilità, che quindi sono individuali solo in senso scandalistico, non sono ragionevoli. Errato cercare una normativa giuridica rappresentabile ad effetto, nei processi umani. La ragione non è illuminante tra di essi, ma più probabilmente inquietante. Gli umani amano i giochi impossibili, la loro disciplina si limita a quelli possibili. Ogni altro gioco è magico.

In mezzo a tutta questa calma in cui mi trovo, ci sono momenti in cui è evidente quanto la leggera scorza di questo mondo tremi facilmente. Osservare la mutazione vegetale, in un prato ampio a sufficenza, indica l’impraticabilità di qualunque dato di fatto, di ogni sistema, metodo, formula. Solo i principii reggono l’urto.