Tu pretendi di aver visto qualcosa ma le tue azioni dimostrano che non hai visto niente. Ammira l’oceano invece della schiuma. Trasforma il tuo cuore in oceano. Chi non vede che la schiuma è catturato dalla vertigine e va su e giù, ma chi ha visto l’oceano non conosce più il dubbio
Jalal-ud-Din Rumi

Nell’interminato ed interminabile apprendistato umano, poche cose sono necessarie come una straordinaria sanità mentale. Quasi tutto quel che crediamo di essere è una immagine mentale infatti, ed è questa immagine infine che, spesso disperata, muore. Affrontare l’assenza di coordinate usuali, nelle nostre piccole abitudini, inoltre, ci rende pericolosamente confusi, capaci di distruzione.

In condizioni meno che perfette, la nostra immagine di noi stessi e delle persone amate non devia solo vagamente da ciò che sappiamo intendere e godere, spesso è una inversione completa. Ciò che ci appariva amabile ed indispensabile diventa soggetto di abbandono e tradimento. Ciò che era la nostra mimesi diventa nemesi.

Una sanità mentale sufficiente è quella che ci permette di distinguere chiaramente colui che guida dal veicolo, e pure dal passeggero. E’ questo che dobbiamo definire meglio quando parliamo di ciò che crediamo di essere. Ogni analisi è solo parziale, dobbiamo proprio elaborare sentimenti nuovi, di qualità maggiormente oggettiva.

Quello che tutti vogliamo, e di cui tutti abbiamo bisogno, e che tutti dovremmo continuamente desiderare, è lo stare al passo con noi stessi, con quello che sappiamo di essere quando siamo in compagnia di ciò che siamo veramente. Ogni accessorio, attributo e strumento serve a completare le mancanze, colmare le quali è lo scopo del nostro vero lavoro.