Dietro la faccia di questo mondo rumoroso esiste un grande silenzio. E’ questo silenzio a tenere insieme qualunque oggetto percepibile, eppure non c’è nulla che ci faccia più paura. Esiste una quiete serena, capace di consolare ogni nostro turbamento. Esiste l’assenza di rumore, cui teniamo particolarmente nelle nostre case sigillate. Ma il silenzio è una presenza che occupa lo spazio come una marea, togliendoci il fiato.

Siamo tutti sensibili alla musica. Una musica equa risuona nell’aria sulle frequenze delle nostre cellule, dell’elemento più profondo costitutivo la nostra esistenza fisica. Essa annuncia i rivolgimenti del mondo, la sua evoluzione come creatura organica. La nostra musica si svolge su ritmi sensuali, armonie celesti, melodie intrise nel tempo, a suggerirci un tempo ulteriore, quello in cui l’umanità può evolvere. E pure la musica è più di questo.

Noi tutti desideriamo la compagnia: mangiare insieme agli altri, ridere e giocare insieme a chi ci somiglia, ci comprende. Eppure non dobbiamo lasciare che il silenzio e la solitudine ci spaventino, perchè sono queste le condizioni in cui la nostra reale condizione è visibile. Nessuno dovrebbe scambiare la sua condizione triviale con quella reale. La realtà è soprattutto silenziosa, spaziosa, profondamente amichevole.

Nessuno dovrebbe abrogare alla propria condizione avventurosa, esplorativa, nessuno dovrebbe indulgere troppo nella rassicurante e rumorosa compagnia, che spesso è talmente irrisoria. Nessun gruppo è definito meglio che dalla propria capacità di condividere il silenzio. La nostra natura profonda, intima quanto impersonale, deve emergere alla percezione, in una consapevolezza che non lasci nulla di intentato, di ignoto, di inconscio.