Ad abitare il mondo lo si scopre, lo si attraversa come in una sognante marea. A volte pare che il mondo che amiamo ospiti solo noi, che non intendiamo interrompere il silenzio. Siamo come pesci in un mare di idee, delle quali ci nutriamo e che diventano così parte di noi, mentre si trasformano in sentimenti, discorsi, persino opere. Nuotiamo senza fermarci mai, destinati a farci travolgere da ciascuna corrente, da ciascuna tensione amorosa. Dovremmo essere prudenti nel lanciarci in questo mondo, pure, la nostra memoria è corta, confusa, difettosa.

Ci sono orli, nella realtà, che nessuno desidera abitare, sorprendenti desolazioni lambite dalla vera vita, che assomiglia al mare. Là sotto, certamente il rigoglio di una vita potenziale, inattuata, in divenire, promette di sostituire le forme cessate con altre nuove, inaspettate. Perchè nel mare tutto si estingue, per risalire rinnovato, eroticamente teso alla luce, che la vita nasce nel buio, lontano da qualunque progetto. Sono questi lampi di luce, questi bagliori nel buio, che ci indicano la strada, fino ad attraversarlo tutto, il mondo.

Cose da megalomani le cose della vita, nella quale sarebbe il caso di immergersi solo un poco. Giusto bagnarsi i piedi in un inizio di stagione saturo di promesse ed immagini. Giusto immergere i malleoli con prudenza ed una gioia sottile, contenuta. Non ci si può bagnare in un oceano come tale: troppo robusta sarebbe la necessaria bracciata, troppo distante l’isola agognata. Limitarsi ad una breve nuotata sarebbe il giusto, senza inoltrarsi nelle ore più calde, o stare distratti. Chè la vita sommerge il dettaglio, spazza ogni particolare, senza una identica comunità meglio starsene all’ombra.

Non è degli uomini quindi il mare, troppo corto il loro fiato, troppo grande il desiderio di sole che li nutre. Pure, dal mare si cava l’unico sale che muove il cuore degli uomini, a pompare una vitalità che null’altro possiede. Il mare li consuma gli uomini, li copre di incrostazioni e di cupezza, li avvolge e li sminuzza nell’immensità delle correnti, delle profondità, leviatane. Sulla riva si svolge la vita degli uomini, sul margine tra tensione e rilascio, tra inspiro ed espiro, condannata a non appartenere ad un solo elemento ma a tutti insieme, che l’uno separandosi dagli altri miseria e orrore porterebbe.