Di fronte alla letteratura, voglio dire davanti a qualunque racconto scritto in buona fede, siamo in sospensione. Tutti noi aspiriamo ad una certa intensità di vita che ci possa rappresentare, ameremmo incarnare un archetipo. Un personaggio che vada oltre le miserie e le viltà della vita quotidiana che ci circonda, sarebbe il nostro ideale. Non sempre nella letteratura che abbiamo a disposizione, sui nostri scaffali, troviamo questo ideale di intensità.

Probabilmente non siamo stati ben educati alle nostre responsabilità di lettori. Tale e tanta era l’attenzione dei nostri insegnanti perchè imparassimo a leggere, in un modo qualunque, che hanno trascurato la qualità essenziale. Un lettore deve entrare nell’azione, avventurosa e densa di brividi, con il suo cuore e la sua mente, ma anche con il suo corpo, senza tensioni e sprechi, con una cura degna della vita umana.

Nella musica la responsabilità dell’uditore, che deve assumere un’attenzione speciale e diventare un ascoltatore, è nota. Una volta emancipati dall’orrido sistema gerarchico marziale dell’orchestra in file condotta dal direttore-generale, che deve intrattenere un pubblico beota cui deve sempre essere riportata la tonalità ed il tempo, entriamo in un flusso cocreativo, che senza di noi non avrebbe corpo.

Nella letteratura che emerge dall’erotica relazione di scrittore e lettore, ogni lettera infatti attende una risposta, nuovi mondi prendono forma, consistenza, fuoco. La buona letteratura costruisce ponti verso universi che cambiano, lettori e scrittori di qualità raccolgono materiali, li trans-formano, li uniscono sul ponte che emerge mentre lo attraversano. Dietro ogni porta ce n’è un’altra, in un edificio ancora tutto da realizzare. Ogni porta conduce in un luogo mai veduto prima, popolato da tutti coloro che ci corrispondono.

Share on Facebook