La metafisica, l’etica, la religione e l’arte non producono conoscenza, ma manifestano soltanto il bisogno dell’uomo di esprimere il proprio sentimento della vita, il proprio atteggiamento emotivo e volitivo verso l’ambiente, verso la società, verso i compiti cui egli è dedito e verso le traversìe che deve sopportare, cosicché i metafisici non sono che dei musicisti senza capacità di suonare, senza uno strumento.

Rudolf Carnap

Mi procura un piacere sottile sapere che un lavoro è stato compiuto. Altrettanto piacere mi fa sapere che c’è molto da fare. Ma questa ansia di affermare l’importanza del lavoro in sè mi fa solo ridere un po’. Avevo un insegnante, tanti anni fa che suggeriva: prendetevi il tempo per fare qualcosa che non vi venga a costare denaro, assicuratevi che questa cosa non vi renda denaro.

L’etica calvinista del lavoro mi ha incuriosito poco. La giustificazione della ricchezza di beni accumulati anche meno. Credo che possiamo attraversare la vita con un certo godimento e sorpresa, ma accumulare bagaglio? Tutti i sistemi di produzione e lavoro, lo scambio di mercato, cibo, edifici, strade e scuole, sono sistemi di comunicazione, per mettere a punto la nostra scarsa comprensione.

Cosa rimane? Una strada da compiere con un certa fermezza, lasciando il luogo più pulito di come lo abbiamo trovato, una aperta disponibilità a rispondere alle domande di aiuto che vengono da chiunque ci capiti di incontrare, purchè siano formulate chiaramente. Rimane la necessità di cucinare insieme, cantare insieme, allevare i nostri figli insieme.

Rimane la capacità di provare una gioia equilibrata per questo magnifico paesaggio, per il suono dei grilli e del camminare nel sottobosco. Il crepitio del fuoco la sera, il delizioso sapore della nostra minestra, rimane il racconto di una umanità che riempie l’universo, ed alla quale sola dobbiamo riferirci. Non ruoli, non regolamenti, ma un’equa musica.