Chiedersi perchè possa essere così greve il peso della nostra vita quotidiana è cosa buona e giusta. A giustificare la cenere che copre la nostra vera vita si compie una fatica immane, eppure non siamo concentrati che su questo, qualche volta. Rimestata e ridistribuita, a ben coprire i vuoti, questa cenere assumerebbe la forma del terreno, che sarebbe fertile.

Chiedersi quale è lo scopo della nostra giornata equivale a chiedersi quale è lo scopo dell’intera nostra vita. Lo scopo e non il senso, la direzione e non la morale, l’obbiettivo e non il metodo. Il nostro modo di vivere deve essere funzionante, efficiente, efficace. Strumentale soltanto ad essere preparati all’incognito.

Spesso ci lasciamo abitare da shock emotivi desueti, che non hanno più nessuna spinta reale. Ciascuno di questi sentimenti parassiti ha avuto il suo decorso naturale a renderci difficile l’esistenza:invece la nostra lezione deve essere imparata, l’adattamento introdotto; ogni residuo, dopo, è un ingombro.

Ognuno ha la responsabilità della propria igiene emotiva. La tecnologia emotiva matura implica una perfetta capacità a mantenere lustro, protetto, arieggiato il proprio ambiente emotivo, che consiste di un cuore libero da rottami, ragnatele, ma anche da più resistenti incrostazioni, organiche ed inorganiche.