Non possiedo una storia personale. In effetti non credo all’esistenza delle storie personali, nemmeno credo che le persone abbiano una vera e propria realtà. Quello che esiste è un certo modo di fare le cose, un’aspirazione condivisibile che si incarna, l’assunzione di virtù e di autorevolezza. Per quanto riguarda la storia credo che sia solo uno strumento informe ed arbitrario utile per incantare gli annoiati. Il racconto civile e militare delle vicende di una comunità non genera la storia ma solo un fiume, senza alcuna sorgente, di storie che non appartengono a nessuno.

Non possiedo aspirazioni personali. Il mio impegno consiste di una continua ed attenta contemplazione dell’energia umana, la quale si svolge e si realizza in modi sempre sfuggenti ed enigmatici. L’energia umana è l’essenza più diffusa sulla terra, la forza che infine genera ogni caduta ed ogni salvezza. Esistono energie differenti da quella umana pur non implicando, questo, l’esistenza di una vera e propria gerarchia. Molti degli enigmi, delle sfingi e dei grifoni che trovo sul mio cammino, in effetti, sono generati da strutture più angeliche, che impiegano altri segni.

Nemmeno possiedo oggetti, utensili, strumenti di lavoro o di studio. Non mi interessano credenziali e riconoscimenti, posizioni date ed altre formalizzazioni. Non intendo coltivare relazioni con quella parte del genere potenzialmente umano che deroga alla propria assunzione, naturale e culturale, di sanità. Per potermi occupare delle cose come stanno, in definitiva, devo tenere la giusta distanza dalle cose come sembrano. Distanza che mi rallegra e solleva, che rende la mia vita eccezionalmente occupata, ed il mio lavoro possibile.