La nostra esistenza è incompleta. Essa va condotta attraverso un processo di maturazione che ha un suo naturale svolgimento, e che può essere interrotto in diversi modi. L’impresa si sviluppa necessariamente in modo ordinato, attraverso premesse e azioni rette da principi che vanno appresi, accettati, compresi. Poi attraverso modi di percezione ed espressione che possono essere peculiari ma non arbitrari, speciali ma non solo personali. Una esistenza può finire, ad un livello che le è improprio e che implica una perdita di energia.

Una esistenza va invece conclusa, con una precisa rotta che potrebbe essere inefficace ma non inconcludente. Occorre definire un percorso, una direzione di riferimento, attraverso l’applicazione dei principi appresi alle particolari circostanze, all’interno di una struttura di sostegno mutuo, di una scuola di pensiero ed azione che vada molto al di là delle nostre esigenze personali. Una esistenza degna si svolge all’interno di questa famiglia di intenti e scopi. La nostra famiglia è una priorità assoluta, l’utilità che abbiamo all’interno di essa.

Una vera esistenza va completata, infine. La riserva di energia aumentata, il livello portato più in alto, a prescindere da qualunque desiderio e volontà personale. Il completamento dell’azione vitale è imprescindibile, unico gesto positivo e progressivo, al fine di divertirsi, godere, vedere. Perchè scopo dell’esistenza è vedere: intuire in modo completo la vastità del possibile, percepire l’illimitato ed esprimerne la bellezza. Scopo dell’esistenza è gioire, solo il completamento dell’esistenza è sufficiente.