On waking: a sense of formulating & articulating the essential characteristics of mastery. One characteristic, for example, is harmonised action: where there is a commonality in what we aim to do, our wish to do it, and our efficient functioning / operating in honouring the aim; ie there is no cognitive dissonance when serving the aim, in distinction to much of the professional life. There is no professional lying, such as doing what we know to be wrong because our job / employer / manager tells us to, or acting to favour our personal interest; eg by selling mortgages to people who have no possibility of repaying them. All this while part of our attention remains within the body; part in looking over our shoulder, impartially observing what goes on; and part in holding to our aim.

RF



Le cose non sono mai quello che sembrano, eppure si, lo sono. Non possono peggiorare, nè migliorare, eppure sono sempre mutevoli, incomprensibili, vaghe. Per questo nel parlare delle cose occorre essere precisi e puntuali, maggiore la vaghezza, maggiore la puntualità necessaria. Ci sono parole per dare un nome alle cose, di questo ci occupiamo nei nostri pomeriggi malinconici, quelli in cui non c’è una bella tavola imbandita sotto il glicine, quelli in cui i nostri amati sono altrove, ad occuparsi del mondo.

Gli uomini sono quello che sono perchè amano dare un nome alle cose, sono quello che sono perchè sono capaci di darlo, immaginando il tempo, nello spazio. La creatività umana consiste dell’intuizione di un suono cui, immediatamente, corrisponde la cosa, davanti ai nostri occhi all’improvviso definita, luccicante, viva. Divinità svagate dal troppo sapere affidano agli uomini il mondo come fosse un giocattolo, suggerendo una potenza lieve, simulata, che genera l’illusione del fare. Ma questa gentile cooperazione non prevede una costruzione vera e propria, solo il silenzioso canto delle cose che verranno.

Quel che è fuori luogo è il giudizio di valore, che deriva dall’illusione della visione integrale della scena. Fuori luogo sono le ansie d’agitazione, le frenesie materiali che nemmeno riescono ad essere efficacemente distruttive. Fuori luogo è l’errore inumano della stesura del principio, chè solo i mezzi ci competono, solo il movimento interno, solo un viaggio immobile, attraverso la percezione efficente della realtà. Errore è solo l’incapacità di imparare dall’errore, ma ogni gesto scandaloso genera ripercussioni inaudite, difficili da cavalcare.