Abbiamo tutta la tecnologia che ci serve: ci basta solo una buona fonte di energia. Troppo calore disperso, troppa acqua che si disperde in rivoli, certo, ma sono tutte risultanti delle nostre motivazioni insufficienti, non sono vere limitazioni tecnologiche. Infatti la ricerca guarda nel posto sbagliato: fusioni nucleari invece di riflessioni sensate.

Guarda la tua casa per esempio: gli incastri dei tuoi mobili sono quasi perfetti, dovremmo essere capaci di abbracciarci così, con la stessa qualità. E’ una tecnologia focale, quella dell’abbraccio, ogni ricercatore in buona fede lo sa. Ispira viti e bulloni, meccanismi ed ingranaggi. Pare superata, la meccanica, ma pensate soltanto a quella del suono.

Ogni parola risuona, perpetuandosi, oppure no: a quale scopo, nel primo caso, cambiarla? Nel secondo caso c’è bisogno di riformazione. In pittura ci serve un buon pelo di martora, la capacità di riprendere la forma senza indecisioni, solventi efficaci e privi di residui, poi, ci basta un buono straccio. Non è diverso in cucina, occorre la stessa leggerezza.

La tecnologia è questione di tonalità. Basta mettersi d’accordo, trovare coincidenze opportune, nel tempo. Ogni dispositivo un trucco, ogni ordigno una rivelazione. Poi, si impara. Ci sono due competenze di mestiere davvero necessarie: sapere aprire qualunque porta ed essere capaci di telefonare gratis. Ogni altra tecnologia discende da qui: provate a trovare moglie, senza.