“Freud identified the key features of a crowd mentality: invincibility, irresponsibility, impetuosity, contagion, changeability, suggestibility, collective hallucination and intellectual inferiority. from Edward O. Wilson’s “Consilience” (p.2)

Dizionari comuni, che non lo sono affatto. Una serie infinita di convenzioni che non sono affatto tali, questo è ciò che crediamo essere il mondo. Trenta persone in una stanza danno una diversa definizione di “mondo”, ma probabilmente anche di “mela”, e così via. Sono confuso, stordito da questo spaccio di convenzioni personali ed arbitrarie, e non so come comportarmi.

Schiudere un’immagine, spiegarla mentre la si svolge, questo sarebbe il nostro quotidiano compito di abitanti del mondo. Al nostro interno ancora prima che all’esterno, a seguire la nostra intelligenza, ad adoperarla, così come la nostra esperienza. Nella definizione di un mondo comune a cui poter appartenere. Tutta questa confusione mi ha reso più solo di quanto auspicassi.

La nostra sola speranza, come civiltà, è comunicare e condividere. Abbiamo bisogno che le idee di qualità, utili per la vita quotidiana, siano rese comuni, disponibili per la gente comune che siamo noi. Questa dei nostri giorni è, in modo naturale eppure storicamente quasi incomprensibile, la civiltà degli uomini comuni, quella in cui la sola intelligenza è quella condivisa. Ma l’intelligenza ha spesso poco a che fare con la semplice convenzione.

A function of language is to disclose.
An effect is to reveal.