We do not see our Blind Spot. If we are sour, we do not see our sourness. This is so close to us, it escapes our notice. But, we do see that the world is unfair. And this makes us sour.

Immaginazione fervida quella di chi vede un futuro per le nostre abituali congerie. Se si potesse ricevere un soldo per ogni illusione prospettica che si para davanti ai nostri occhi e: Se solo fossimo capaci di vedere la povertà del nostro spirito. E quanto poco capaci siamo di organizzare la costruzione del nostro essere futuro. Tutto quello che riusciamo a vedere, spesso, è la gratitudine che non riceviamo, dopo essercela sinceramente meritata, ah mondo ingrato, ah ingiusta condizione la nostra.

Il futuro è praticabile solo se abbandoniamo i pregiudizi stantii, le abituali intolleranze, solo se mutiamo il nostro sguardo per il meglio. Nella attualità non abbiamo più tempo per le congetture: la nostra esistenza è quella che è, eccetto che il nostro punto di vista è troppo limitato. Sollevare lo sguardo è tutto quello che è necessario, ogni radiosità si svolge verso il basso e dobbiamo occuparci solo di radiosità. C’è una buona notizia: lo sappiamo tutti, in fondo.

Prendere coscienza dell’esistenza del piano di sopra è la cosa più terribile che ci possa capitare. Essere consapevoli dell’esistenza della scala è spaventoso, lo so, però non ci sono porte troppo chiuse: di poter salire le scale è tutto quel che possiamo chiedere, poi ci sono le nostre gambe, le nostre braccia, il nostro fermo desiderio di partecipare alla vita. Nella quale ogni musica è sensata, delicata, priva di ruvidezze.