Il dubbio si insinua dappertutto, ma con una enorme eccezione: non c’è musica scettica (E.M.Cioran)


Mentre la notte sta per lasciare il posto ad un’altra giornata rumorosa, respiro l’aria ancora sospesa, dopo aver aperto le finestre. Noi tutti crediamo di poter sopportare il rumore, nel senso che ci siamo abituati, ma non è affatto vero. Probabilmente non sappiamo che il rumore è polvere viscosa, che copre la nostra capacità di ascoltare la vita, la voce degli angeli.

E’ molto difficile parlare del rumore, chè la nostra mente è occupata in un incessante lavorio per cancellarlo, per toglierlo dalla nostra consapevolezza, in una strategia di selezione. Così è difficile parlare della nostra memoria, piena di scancellature selettive che possiamo spiegarci solo in parte.

Le trappole della nostra mente si somigliano tutte. In qualunque senso essa intervenga nella percezione, ciò che conta è che ci sia una chiara connessione fra ciò che veniamo a sentire e ciò che intendiamo sentire. In questo la nostra ignoranza è inaccettabile: Nella scelta che facciamo tra quel che sentiamo e quel che sappiamo.

La chiarezza è necessaria per una vita appena più che ordinaria. Essa è il prodotto di un rilassamento che deve sempre essere alternato al lavoro. E’ il frutto di una esattezza leggera e flluida, di una precisione induttiva che non lasci spazio al caos. Nei meccanismi della percezione il rumore è ammesso dalla mancanza di precisione.