Possiamo riferirci alla tradizione, al sapere appreso dai nostri Padri, oppure sperare di vivere davvero trecento anni, con una memoria inossidabile. Possiamo apprendere, mantenere e affinare il mestiere dei nostri padri, oppure prenderci molte, molte lauree e vincere tutti i concorsi sarà davvero necessario. Possiamo studiare bene le scritture, o ci ridurremo a tentarne la ricostruzione.

Attenersi al giudizio cosmico è una pura e semplice necessità. Più difficile chiarire chi sia l’autorità di tramite, chi abbia davvero compreso e meditato le scritture meglio di noi, con maggior dedizione e profitto. E’ autorevole chi risolve i nostri problemi prima e meglio di noi, mangiando lo stesso cibo che mangiamo noi, dormendo sotto la stessa tenda.

La comprensione del testo è una questione di intelligenza, fra Sé e Sé. Nessuno possiede intelligenza sufficiente, essa deve essere condivisa e moltiplicata, essendo che essa risiede fra le menti, non nelle menti. Dobbiamo essere familiari con ogni angolo del nostro mondo, badando che la polvere non si accumuli: dobbiamo conoscere la lingua del nostro mondo, e usarla perfettamente.