La nostra immaginazione, da sè, riempie ogni possibile universo. Solo, essa non va confusa con un arbitrario fantasticare: l’immaginazione ricreativa intesse inferni autentici al calor bianco, non solo altalene bipolari, paradisi conclusi in giardini ben irrigati, non solo vincite alla lotteria. La nostra immaginazione lavora anche sui dettagli, non solo sulle trame.

La potenza dell’immaginazione umana, ciò cui dovremmo in ogni minuto aspirare, non ha eguali in quest’universo speciale. Ogni modo meditativo ben coltivato ci illumina completamente sullo stato autentico delle cose, sull’ultima forma della realtà che ci riguarda. Ogni azione è solo il riflesso dell’immagine che abbiamo del nostro scopo, ogni respiro è un’azione che si rinnova.

Sette respiri sono sufficenti per mutare l’angolo dell’inclinazione della terra, uno per farsi fecondare dal cielo, uno per fecondare l’intero orizzonte. In sette volte sette respiri possiamo esplorare ogni angolo del pianeta, in sette volte quarantanove respiri apprendere ogni lingua. La autentica consapevolezza del respiro sarebbe sufficiente e pure dobbiamo smettere di pensare al nostro respiro: dobbiamo respirare invece, finalmente.