La mia posizione nell’universo si traccia su pochi oggetti di riferimento, posti però su coordinate sempre rintracciabili e familiari. Stelle mobili ed intelligenti guidano i miei passi, in questa notte illuminata da fuochi leggeri. Mai stato solo su questi sentieri oscuri, mai temuto un’indicazione mancata, chè ogni lacuna è una promessa, ogni vuoto una speranza.

Conosco oggetti universali sui quali tutta la mia attenzione è raccolta, oggetti amabili e familiari, che sono me stesso, e pure oltre a me stesso. Ciascuno di questi oggetti, e solo questi, sono impegnato a proteggere. Che nulla conosco all’infuori di me, nulla spero o desidero. Comprendo intere vallate, con un solo sguardo, le posseggo e le curo. Mai chiesto nulla, al di fuori di me.

La fine di un mondo si misura su queste coordinate, l’apparizione all’esistente e la cessazione dell’esistenza sono punti di riferimento, tracce. Ogni mondo trascorso ha lasciato un sapore, salso e prezioso. Ogni ramo spogliato è la fine di un mondo, se ci hai passato sopra la vita. Un mondo nuovo non è una speranza vana: solo il fremito di un colore inaudito.