Il mio senso del tempo è misurato da battere e levare. Sono una persona diversa se inspiro od espiro, se mi siedo o se mi alzo, ma nulla è come levare, specie se sospendo ogni enfasi sul battere. Perciò il tempo determina il mio aspetto, ma non il mio sentimento, la velocità del mio passo ma non il mio sorriso.

Quel che conta davvero è non contare il tempo, pure se senza contare i nostri gesti si accavallano, il loro significato si confonde, e possiamo diventare incomprensibili. Muoversi nel tempo senza appartenere al tempo, ecco quel che si dovrebbe, come una barca con le vele gonfie, su di una rotta lunghissima.

Siamo capaci solo di allargare questa brevissima esistenza, perciò su questo dobbiamo lavorare. Come sulla capacità di mantenere un modello mentale, una mappa articolata che ci permetta di portare con noi ogni ricordo, ogni percezione istantanea. Per mantenere il fuoco, per coltivare l’affetto.