A New World

Ogni configurazione mondana è artificiale. Neppure esiste un mondo che non sia ideale, che non sia la proiezione accurata di un modo ideologico di immaginare la realtà, che non sia insomma generato da un sogno. Quello che abbiamo davanti agli occhi è la rappresentazione di un credo, di un continuo atto di fede, che lo sappiamo o meno. Ogni disciplina creativa è solo allenamento della memoria.

Abbiamo una opzione creativa indefinita, questo è il fatto: terribile, insopportabile, inaccettabile. Un potere immenso è attribuito agli umani, a coloro che il lento e faticoso apprendistato umano hanno accettato, preso, portato fuori da un luogo di cui non hanno memoria. Una responsabilità immensa hanno gli umani, che mutano il cielo e la terra con un gesto, che mutano l’inferno in paradiso con una sola canzone.

Lo strumento dell’umanità è la mente, organo articolante la percezione della realtà tutta. E’ sempre la mente a soffrire, sempre la mente a godere. La mente che si inganna e si rivela, organizzata in una memoria talmente tangibile da apparire terrorizzante. Ed è questa memoria il nostro patrimonio umano, il senso fluido della mutazione delle cose a venire che deve essere mantenuto lucido.