Il desiderio ci permette di affrontare la primavera della nostra vita. Ci porta ad avventurarci in un ambiente pericoloso in cerca del profumo dei fiori, della vitalità subacquee o delle cime tempestose. Senza desiderio nemmeno ci alziamo dal letto la mattina, non affrontiamo la pratica, nè la teoria dell’esistente.

Il bisogno è un’altra faccenda, in effetti. Esso ci porta ad un impegno disciplinato, all’apprendimento di regole e convenzioni, di giochi e di trucchi condivisi che ci permettono di evolvere, attraverso prove del fuoco, combinazioni di abilità, ferocissime competizioni al fianco dei nostri pari, dei nostri simili, nella stessa coscrizione.

Ma è la necessità il fuso su cui la vita si svolge, sul quale ogni veicolo si consuma, ogni stazione supera sé stessa. Solo la presenza della necessità bruciante, dei suoi imperativi e delle sue urgenze, testimonia la presenza della vita. La vita è quel processo, fondato sulla necessità, attraverso cui cessiamo di esistere.