Misurarsi con la propria ombra, attraversando il mondo, serve a vedere le cose come stanno. E’ l’ombra che ci procura il senso della profondità, come le parallele convergenti ci mostrano la prospettiva, in una allusione continua alla veglia, al primato del flusso vitale energetico. La misura riguarda l’imparzialità oggettiva.

E’ avventuroso ed impegnativo affrontare l’ombra, ma qualunque azione umana è avventurosa ed impegnativa, carica di ripercussioni inevitabili e sorprendenti, spesso aldilà di una modesta capacità di previsione. Anche fuggire l’ombra è avventuroso ed impegnativo, e pure ci sospende dalla nostra pratica umana.

Il percorso vitale è fatto di consapevolezza dell’azione, di responsabilità dell’azione, del prezzo delle conseguenze dell’azione. L’apprendistato umano mira ad essere all’altezza di tutto questo, anche nei luoghi in cui la luce proietta un’ombra. L’alternativa è derogare la funzione umana, svilirne i connotati e sprofondarci, quindi, in quest’ombra.