Viaggiare è uno stato naturale. Improvvisamente, cominciato il viaggio, la nostra consapevolezza si risveglia, la nostra attenzione si acuisce, siamo all’erta. L’intera nostra esistenza dovrebbe essere regolata in questo modo. Non possiamo permetterci distrazioni nel viaggio, dobbiamo dormire meno, mangiare meno, parlare meno, pensare meno.

Il viaggio ci impone di ottimizzare le risorse, alleggerire i bagagli, tenere d’occhio costantemente il bilancio tra investimento e resa. Ci porta a mettere l’enfasi sul momento, che evidentemente non si ripeterà, a goderci ogni evento in uno stato di allerta che è insieme fruttuoso, soddisfacente e godibile. Il viaggio è la miglior educazione per un aspirante umano.

L’unica attrezzatura umana che ci occorre è l’attrezzatura per il viaggio, ciò che non è portatile è inutile, ciò che non è convertibile all’attuale stato delle cose è pesante, irrisorio, futile. Ci occorre tutta la cura e l’attenzione di cui siamo capaci per assecondare ed adattare il mezzo, il fine ed il compagno. Perchè dobbiamo scivolare, senza scavare mai.