Le tue parole, nella posta, sono le stesse. Noi no, non siamo gli stessi: c’è così tanta rovina, in mezzo, così tanto tradimento, un tale abbandono. Ma non siamo amari noi, non siamo sarcastici, nemmeno siamo delusi. Il tempo della maturazione, dei nostri sentimenti come della nostra memoria, ci ha portato soprattutto leggerezza.

Per superare il dolore, la sofferenza che i processi di allineamento e di adattamento portano, è necessario liberarsi. Questa liberazione, che consiste quasi solo di lucidità e agilità, è un piccolo prezzo da pagare se genera consapevolezza, se ci procura quella chiarezza che darà luogo alla forza necessaria.

C’è un solo, lieve gesto da compiere: occorre dire, chiaramente ed in presenza dell’autorità, che riconosciamo la nostra piccola responsabilità nella decostruzione della giustizia, della distrazione di quel piccolo carico che ci è stato affidato. In altre parole che siamo pentiti, che accettiamo la misericordia, la redenzione ed il perdono.