Nelle relazioni umane lo scambio energetico può essere tanto diretto da essere un po’ forzato, pure se in perfetta buona fede, nel cercare una maggiore qualità di energia, un flusso più continuo e potente. Nell’invitare la Musica ad entrare nel mondo, per esempio: nel considerare il Suo generoso desiderio di rendersi udibile attraverso il gesto umano del suonare insieme, organizziamo un suono comune, che emerge dalla messa in comune di talenti, esperienze ed intelligenze.

Lo stesso vale anche in altre azioni umane che implichino l’educazione reciproca, l’appello all’altrui forza interiore affinché si apra, si rivolga all’esterno e fiorisca. Nelle nostre relazioni con i bambini, per esempio, in cui la definizione di un contesto appropriato permette loro di diventare sé stessi, in un gioco che sia contemporaneamente disciplinato e disinibito, fondato e improvvisato. Ma pure in cucina, per esempio, quando la cottura genera molto più che la somma delle sue parti.

Nelle relazioni di coppia, in quelle più propriamente maritali ma anche in qualunque relazione sessuale controversa, in quelle delicatissime relazioni in cui i linguaggi si mescolano, in una acrobatica legatura di interpretazioni difformi della stessa contingenza, ogni cosa appare urgente ed imprescindibile. In queste relazioni il flusso sequenziale deve essere mirato, concentrato quanto teso, volto ad uno sviluppo quasi imprescindibile.

Il gioco della maturità fisica ed emotiva si svolge su un filo sottile, sul quale il contenuto energetico altissimo può spezzarsi e cadere per un nonnulla. Ad interrompere il flusso della necessità qualcosa muore e all’interno dell’equilibrio temporale nemmeno è probabile possa rinascere. Un uomo definisce un contesto equilibrato e una donna lo riempie di vita, un uomo agisce in modo simbolico guardando la terra, una donna compie i riti necessari guardando il cielo. Per esempio.