E’ una grande consolazione, per gli spiriti affranti, osservare la necessità realizzarsi. Guardarne i modi di svolgimento adoperati, la inesorabile fermezza, per quanto essa possa apparire, da un punto di vista limitato, anche frammentaria a discontinua. E’ una grande sofferenza, per ogni hubris, venir spazzata via dalla necessità.

Il nostro senso della giustizia non si poggia su una filosofia naturale. L’adoperarsi per una causa morale non è sempre compensato dalla sensazione di un’affermazione necessaria, non è sempre soddisfatto nella sua richiesta di equilibrio giuridico, spesso la necessità non ne tiene conto.

Sopravvivere non è necessario. Necessario è onorare la vita, adattarsi e fluire in una progressione vitale ed energetica. Necessario è conoscere i modi naturali di evoluzione e sviluppo, di decadenza e cessazione. Necessario è assecondare la vita, sospendere il giudizio, accettare la sofferenza.

L’adattamento alla vita è un adattamento alla luce accecante. Come se le nostre pupille fossero incapaci di restringersi, come se le proteine fotocromatiche fossero inefficienti, e pure tese in un impegno ad adattarsi, ad elaborare funzioni impossibili, verso uno stato differente.