Quando due anime infine si sono trovate, si sono scoperte compatibili e complementari, hanno compreso di essere fatte l’una per l’altra, di essere, dunque, simili, si stabilisce tra loro per sempre un legame, ardente e puro, proprio come loro, un legame che inizia sulla terra e continua per sempre nei cieli.

Victor Hugo ad Adèle Foucher (1821)


La nostra anima comune abita alcune strette calli, attraverso le quali si spande un sole tenue e rarefatto. Sono segrete le nostre abitazioni, non solo discrete, si svolgono in uno spazio ripiegato, così come in un tempo senza fine. Il silenzio, è il nostro tratto essenziale, ed uno sguardo sfuggente.

Ma è in questo campo che si svolgerà la nostra vita, ora. Seduti qui a rimirare l’inconsistenza di ogni tempo, e di ogni temporale, staremo. Ci nutriremo di un pesce grezzo, lontano, veloce quanto salato. Berremo il vino delle colline, spumeggiante come non siamo noi.

Costruiremo un nuovo ponte, per entrare in casa nostra. Una volta, alcuni esseri misteriosi ci abitavano: resero le loro stanze inacessibili, invisibili, le chiusero dentro ad armadi senza fondo, accesero fuochi su terrazze gettate sul nulla. Tutto si è conservato intatto, tranne il ponte.

Fabbrichiamo lenzuola di lino, amore mio, sedie di noce duro. Ti porterò i cristalli che ami tanto, riempirò il tuo bicchiere di luce. Cucinerò per te lunghi fili d’oro e ametista, aprirò una piccola finestra da cui lascierò entrare la luce azzurrina che appare in mezzo alla notte.