Come e dimmi, perché, sei entrato qui dentro?

Sulle ali leggere dell’Amore ho scavalcato questi muri.
L’Amore non teme ostacoli di pietra.
Amore quando a una cosa tende, è ardimentoso e pronto.

William Shakespeare

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La grande tenda bianca, attraverso la quale i rumori del canale entrano in casa, è la vela della barca che mi porta lontano, in un tempo che fluttua, attraverso incanti e desideri. Il suono che avverto ha un luccicore d’acqua di fiume, di gocciole sospese in qualche interstizio. Ma è sopra ogni altra cosa il tuo silenzio che mi descrive la completa attualità di questo sogno.

Nella mia intera vita non c’è mai stato un momento simile a quello in cui, improvvisamente sveglio nel tuo soggiorno arioso, ho realizzato l’esistenza del mio fato favorevole. Ho realizzato il tocco leggero della brezza come se il mio corpo mi fosse stato restituito, il lussuosissimo sentimento della tua completa e disponibile presenza mi ha riempito di gioia.

Tu sei la donna che amo, quella che per tutta la vita ho visto abitare una distanza netta quanto irrisoria. La donna che amo, che ha seguito ogni mio gesto senza distrazioni, con una specialissima gentilezza. Sei la donna che amo, colei che un giorno, che non è questo, conoscerò, e che cesserà allora di sorprendermi. La donna che usa solo parole d’amore, rivolgendosi a me, e che accetta il mio inchino.