The Observer newspaper reported that a letter has been sent to the Queen after she demanded, during a visit to the London School of Economics last November, to know why nobody had anticipated the credit crunch.

“In summary, your majesty, the failure to foresee the timing, extent and severity of the crisis and to head it off, while it had many causes, was principally a failure of the collective imagination of many bright people, both in this country and internationally, to understand the risks to the system as a whole,”

the newspaper quoted the letter as saying.


Ogni consapevolezza porta speranza, e paura, pure. Il nostro senso del tempo è regolato sulla qualità della persona che abitiamo, camminare al passo con questa persona implica una coscienza di chi sia il pilota, chi il taxi, chi il passeggero. Ma la polarità che adottiamo nel momento ci inclina alla speranza, o alla paura. Meglio esserne consapevoli.

C’è, in atto, una meditazione piuttosto continua per quanto più o meno conscia, in molte persone che incontro. Essa è uno stimolo consistente alla presa di coscienza necessaria per stare al passo con il tempo, le informazioni diffuse riguardano la fine di alcuni dei mondi su cui ci siamo a lungo regolati. E, pure, l’emergenza di mondi inediti.

La fine del lavoro così come lo conosciamo, per esempio, la fine cioè della distribuzione del reddito attraverso una rete di competenze amministrative ed incarichi legalmente qualificati. Oppure la fine della produzione industriale, cioè del consumo indiscriminato su cui si è fondata l’economia degli ultimi cinquant’anni. La fine della formazione scolastica statale, o dei trasporti a bassa tecnologia.

Alternativamente si considera l’emersione di una idea del lavoro fondata sulla necessità, e sulla solidarietà locale. Appare l’idea della distribuzione equa, che si fonda sulla coscienza delle risorse anzichè su mitologie finanziarie false e suicide. Emerge anche il gusto dell’autentico che è destinato a prevalere sulle sciocchezze ideologiche totalmente enucleate dalla natura.

According to the newspaper, the letter says that says “financial wizards” who believed that their plans to manage risky debts and protect the financial system were infallible were guilty of “wishful thinking combined with hubris.”