La funzione dell’arte nel nostro mondo, così spesso spiacente ed avvilito, è imprescindibile. Prima della lotta, prima dell’agone, prima della controversia e del dibattito, abbiamo bisogno dell’esercizio, dell’uso e del godimento di un’arte completa, bella e importante.

Se la vita nel mondo, in questa condizione umana, è la straordinaria opportunità di imparare e mutare che conosciamo, lo strumento di questa mutazione è l’esposizione dell’arte. Che deve essere azione: inchino al cielo e affermazione alla terra.

L’esercizio dell’arte deve essere anche meditazione: ascolto delle tempeste energetiche, immersione nell’interrelazione fra pari intelligenze. L’arte deve essere comprensione: accoglienza e distribuzione. Deve essere anche espressione: presa di responsabilità e conoscenza.

Ma l’arte consiste sopra ogni altra cosa di esperienza estetica, cioè contemporaneamente metafisica e sensuale, intellettuale ed emotiva. Una esperienza che ci permette di affrontare la vita in modo degno: fermo e pure senza alterità. Pacifico: senza tremore nè crudeltà.