Ogni rappresentazione io mi trovi davanti ti riguarda. Ogni luce inclinata mi svela le tue inedite sfaccettature, mio gioiello. Attraversare lo spazio, sia esso dissimulato contesto oppure soggetto, è sempre pretesto a te, alla nostra compagine comune, alla nostra immagine così riflessa di noi stessi.

Questa concentrazione del mio interesse, della mia necessità, genera un piacere sottile, inebriante, come quello di un uomo che ha uno scopo. E mi permetto di riferirmi a te, punto fermo della mia avventura spaziale, nonchè multidimensionale. E mi godo il mio gusto di te, estatica e lisergica mia compagna.

Ed io attraverso il campo, questo mio confinato dominio, abbracciato a te, a te congiunto. Ogni mio pensiero determinato dal tuo, ogni mio movimento legato alla tua gioia, eventuale. Mi oriento in questo tuo sterminato oriente, in questa tua esotica ombra mi rinfresco, adorata.