What is it, then, between us?
What is the count of the scores or hundreds of years between us?

Whatever it is, it avails not—distance avails not, and place avails not.

Walt Whitman (1819–1892). Leaves of Grass. 1900.


Meditare sul tempo non è mai stato facile. Adoperiamo così le nostre risorse per mutare il tempo in spazio, allargando le dimensioni della nostra esistenza. Così attraversiamo uno spazio che si moltiplica, in dimensione e spessore, e che ci permette di uscire da ogni mondo attraverso una speciale fenditura.

Consideriamo la tastiera di questa chitarra per esempio: il suo svolgersi nello spazio, che ci appare lineare, non lo è affatto. Essa si avvolge in una spirale di scale discendenti, che mai ritrovano l’esatto punto nel tempo. Eppure lo spazio che possono attraversare è posto su coordinate conoscibili, pure se mai ripetibili.

Consideriamo le posizioni del nostro cuore, Amore mio. Esse sono speculari ed opposte, complementari e distanti. Eppure, se nel tempo hanno sempre riposto, una nell’altra, segreti di immensa qualità, perchè non adoperare questo senso misterioso per abitare infine, senza le premesse di ogni caso, questo spazio oltre il muro?