To whom I owe the leaping delight
That quickens my senses in our wakingtime
And the rhythm that governs the repose of our sleepingtime,
The breathing in unison

Da un mondo a parte, che pure è parte del tuo stesso mondo, un suono sottile si muove nella tua direzione. Sospiri e singhiozzi, mio tesoro, si cristallizzano in un’aria segreta, inespressa, totalmente nuova. Ed è una infiorescenza feroce, amore mio, quella che appare, a meravigliarci e stordirci.

Tu ascolti, lo so, sento anch’io il tuo sentimento selvaggio, inesprimibile. Ogni precedente configurazione estetica ha cessato di funzionare, tranne una: quella autentica, quella in cui ti trastullavi prima di venire al mondo, forse prima di avere una faccia. Prima di riconoscerti in me.

Io non parlo, canto. Ogni altezza dedicata ad una nuance differente nella tua inesauribile iride, ogni ampiezza determinata dai tuoi gesti misurati, consapevoli ed attenti. Ed è la tua cura ad essere la mia cura. La tua precisa abilità a consolare le mie ferite. Il tuo sapore a cancellare ogni altro sapore.