Di recente, pensando ai miei figli più giovani, dei cinque tre vanno ancora a scuola, mi domando spesso come rispondere quando mi chiedono consigli per la loro carriera, presente o futura. Non sono stati solo i miei figli a chiedermi aiuto nel leggere profondamente le opportunità più attuali, ma anche quelle solo potenziali. E’ ovvio che ci sono momenti nella vita in cui si può avvertire la mancanza di direzione o la capacità di progetto, ma io non credo che si possa davvero progettare più di tanto.

La verità è che credo che nessuna scelta, per quanto riguarda il proprio speciale lavoro, ma anche più in generale per quanto riguarda il proprio globale contributo al mondo, possa essere fatta a tavolino. Certo, a sedersi insieme intorno un tavolo si imparano cose importanti, può darsi che alcune visioni emergano, ma le vere scelte si realizzano altrove.

Non sto dicendo che occorre abbandonarsi ad un qualche flusso di passioni, che la propria strada sia intuibile attraverso la spericolata discesa lungo le rapide del mondo, ma che ogni scelta è un azzardo, pretendere di controllare le proprie scelte significa necessariamente ridursi ad essere il contabile della propria vita, un calcolatore non troverà mai nulla di nuovo.

Perciò tento di esimermi dal dare lezioni che nessuno, credo, possa dare. Quello che occorre ai miei figli, ed anche ai vostri, è energia in quantità, quella che accende il fuoco negli occhi e che, unica, permette ai sostenitori di cui abbiamo bisogno di credere in noi, di aiutarci. Qualunque impresa si intenda compiere l’energia necessaria si può trovare soltanto facendo ciò di cui si è anche in grado di godere, che già è difficilissimo anche così.

Guardo i miei figli e, se d-o vuole sono ammirato, sono gentili, forti e precisi, non sono (quasi) mai estranei, arruffati e frettolosi. Il mio lavoro è consistito soprattutto di nutrire le loro esigenze energetiche, di evitare loro le folli dispersioni che uno stile di vita eccessivo comporta, ma nella realtà è consistito soltanto di costruire, ritualmente, le premesse energetiche affinchè il loro ingresso nel mondo avvenga nelle giuste condizioni, in presenza cioè della più splendente possibile qualità e quantità di energia, quella che è derivata dall’amore profondo, dall’eccitazione più maestosa, dalla cura e dal godimento che le loro bellissime anime potevano procurare a me e a tutto il loro ambiente.