Sto morendo. E sto perdendo l’ultima memoria che mi è rimasta. La mia storia sta svanendo come nebbia nel bosco, mentre la luce del giorno lentamente appare. Non so dove mi trovo, la configurazione degli alberi non mi è familiare, sembrano larici, la mia casa potrebbe essere vicina, forse no. Ho uno strano sapore in bocca, leggermente metallico. Come questo sapore anche la sensazione di freddo mi dice che non dovrei essere qui, ma c’era sicuramente qualcuno con me prima che mi addormentassi. Non so dove guardare.

Il dolore, è confuso e distante. Ecco, si tratta di farmaci, di quello che mi danno per sopportare il dolore, il dolore del tradimento e dell’abbandono. Non sono io ad essere stato tradito e abbandonato, non sono io che fatico a sopportare il dolore, è qualcun altro che si sente in questo modo, è la mia morte a tradire, sono io che abbandono. Il silenzio del bosco è ciò che ho sempre desiderato, questo posto è bellissimo. Ecco, dall’altra parte sono betulle, così splendidamente lustre ed impeccabili. Adesso so dove guardare.