martedì, 10 aprile 2007

Una spiritualità molto pratica

La qualità prima di un musicista è la sua capacità di udire la musica. La musicalità consiste appunto di questo: di intuire, comprendere, realizzare il suono che la vibrazione universale, la fonte di ogni energia assume nel luogo e nel momento. Dare forma udibile a questo suono impeccabile è il mestiere del musicista ed implica la disciplina di cui sappiamo, stilizzare questo suono serve a dare riferimenti a chi non può averne altrimenti.

La seconda qualità consiste invece della capacità, acquisita con un duro lavoro pratico, di analizzare, sintetizzare, vedere il suono. Questo significa che un buon musicista sa sempre in quale punto del suo lavoro si trova, ne saprebbe parlare se fosse necessario, e se fosse possibile. Conosce i flussi interni della produzione sonora e li inscrive in strutture formali, che necessitano una scuola, una cospirazione, per comunicarli.

L’eloquenza dei simboli, e pure la formalizzazione dialettica dei modi, è ciò che il giurista, il politico, e pure l’economista, devono conoscere. Non c’è alcun modo, nella mia esperienza, in cui si può mantenere una affermazione equilibrata, ferma e forte, senza aver ben presente l’architettura simbolica, che necessariamente è fondata sulla vibrazione energetica, resa leggibile dalla struttura ideale della musica.

La musica è l’arte ideale perchè impermanente, istantanea, completamente metastorica. Ogni parola pronunciata con verità ha la stessa caratteristica e, perchè tale, non è soggetta al documento, su cui ogni civiltà si fonda. La musica è l’arte pratica per eccellenza, perchè priva di complicazioni materiali, di durata e conservazione, ogni approccio alla musica deve essere necessariamente pratico.

10 aprile 2004

Molto incoraggiante questo sabato primaverile piuttosto piovigginoso, anche dopo una avvilente, ma non abbastanza, uscita attraverso il paese abbandonato in cui i miei bambini sembra stiano crescendo.

Perche’ in questo buio paese che ci ospita controvoglia, il mio cuore e’ pieno di una forza che non appartiene affatto al mondo e che pero’, grazie ad essa, posso sopportare. E anche perche’ Stefania si abbandona, per qualche momento, alla sua propria esistenza naturale, ricordandosi improvvisamente di essere davvero la donna che amo e per la quale darei la vita senza pensarci. E’ molto incoraggiante questa visione della mancanza di necessita’ che la vita, intesa in senso di esistenza in questo mondo senza futuro, effettivamente ha.

Perche’ la Vita e’ ben altro che la visita ad un mondo triste e freddo che regolarmente mi tocca compiere, ma e’ invece piena di luce e profumo che da queste strade non e’ facile intravedere. E in una giornata di calma, vicino ai nostri bambini, invece, pare vicinissima. Partiamo tutti insieme, per far visita alla mamma insieme ai bambini, e anche per rivedere il mio inesauribile fratello che pure stanco e abbandonato riesce a dividere con suo figlio molte delle cose che ha visto.

10 aprile 2003

Non posso dire che io sia riuscito a fare altro in questi giorni se non lasciar credere a ciascuno quello che crede, e a fare di conseguenza quello che crede. Se solo tutto questo non comportasse una sofferenza così grande.

10 aprile 2002

Rimettermi insieme, cercando i pezzi reali in mezzo a questo polveroso magazzino che contiene i miei resti sociali. Ancora pioggia, sottile e continua, che diluisce il pulviscolo del mondo, che lo rende irreale e insieme vischioso. Una splendida giornata contrastata e variegata. Andiamo a comprare da mangiare da Francesca, che è sempre la stessa, sempre mutevole, metereopatica, sciocchina e deliziosa. Aspetto Giuliana che ha promesso di venire a vedere Greta, ma non in realtà. È molto importante il tempo che ho speso in compagnia di questa (allora) giovane donna.

Un tempo fuori dal mondo, fuori dalla coscienza comune, isolati insieme su una scogliera deserta, nel freddo statico di alcuni inverni successivi. Era difficile allora immaginarci separati, avevamo un giornale comune, allora, ciascuno credeva di sapere molto dell’altro. E non c’era nulla che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto. Da noi è nato un bambino, ma lei non ne è sicura. Come se bastasse decidere chi è il padre di tuo figlio.

Giuliana è tornata davvero solo quando Stefania credeva di poter stare con un altro uomo, quando i recinti dietro i quali il mondo mi tiene sono tornati ad essere efficaci, quando Luxa ha cessato di essere cosciente della mia presenza. Dal primo momento in cui la mia esistenza visibile ha ricominciato ad andare di nuovo in pezzi. Ma Giuliana non riesce a venire qui neanche oggi.